La “Terra di dentro”, quel sostrato interiore nel quale affondano le radici profonde dell’anima, prende forma nell’ultima opera del poeta Alessio Patti: “Chiarìa” (Algra edizioni, 2017), antologia di tre volumi di poesie scelte in lingua poetica Siciliana, verrà presentata in occasione del Gran Galà della poesia siciliana.
Un evento storico che rende ancora una volta città di Catania capoluogo di arte e cultura: mercoledì 11 gennaio il palazzo della Cultura di Catania (dalle ore 16,00) ospiterà musicisti, attori e poeti che renderanno omaggio alla lingua poetica siciliana e alla importante ricorrenza del 50° Anniversario di attività del poeta Alessio Patti.
Alessio Patti, poeta
Copertina Antologia “Chiarìa” di Alessio Patti, Algra edizioni, 2017
Il Gran Galà della poesia Siciliana sarà un evento ricco non solo di poesia ma anche di musica e spettacolo: i giornalisti Marzia Vaccino e Dario Privitera condurranno l’evento presentando al pubblico i numerosi artisti e amici che interverranno a rendere omaggio alla pluriennale opera del poeta Alessio Patti, tra i quali:
– Antonino Magrì, prefatore e relatore di Chiarìa;
– Ornella Brunetto (Cantante e attrice) che sarà accompagnata alla chitarra dal maestro Rosario Muschitta;
– Nicola Costa (Attore e regista);
– Elisa Nocita (Cantante);
– Gianna Parisi (Ballerina del ventre);
– Carmela Trovato (Attrice teatrale);
– Miriam Carsana (Soprano) che sarà accompagnata al pianoforte dal maestro Giuseppe Furnari;
– Gesuele Sciacca (Musicista compositore e cantante);
– Cinzia Sciuto (Cantante folk);
– Vita Marzullo (Attrice e ballerina);
– Laura Leontini (Cantante) accompagnata dal chitarrista Francesco Chiello;
– Sergio Recupero (Pastore evangelista e musicista);
– Gregorio Lui (Cantante);
– Franco Leontini (Attore e regista teatrale);
– Armando Xibilia (Percussionista).
Alessio Patti, poeta
Inoltre interverranno al Gran Galà della poesia Siciliana:
– il Prof. Giovanni Vecchio (Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura e della Scuola della Diocesi di Acireale, è esperto sicilianista, pubblicista, storico e cultore delle tradizioni locali);
– il Prof. Gregorio Monaco (sicilianista);
– l’Avv. Enzo Faraone (sicilianista);
– il Dott. Santino Mirabella (magistrato, poeta e scrittore);
– la Dott.ssa Santina Russo (insegnante e poetessa);
– il Prof. Nino Bellia (Insegnante, poeta e scrittore);
Ecco, secondo me, lo stilema del Teatro Mobile di Catania.
Su invito della regista Francesca Ferro, ho rivisto ieri pomeriggio, in un allestimento più bello e solenne del precedente, il suo "Romeu Q Giulietta", presentato al Teatro Brancati di Catania, avente per testo la mia traslazione in lingua siciliana del dramma di William Shakespeare.
Guardando lo spettacolo per la seconda volta nel giro di pochi mesi, quel che credevo fosse soltanto una mia intuizione ha ottenuto una netta conferma: lo stilema del Teatro Mobile di Catania sta nella sedimentazione del messaggio emotivo offerto al pubblico.
Non si esce mai, infatti, dall'aver assistito ad una loro opera senza che nell'animo non sia rimasto del materiale emotivo sul quale confrontarsi, che ci costringe a dare parola a unturbamento viscerale, agli scossoni che ci hanno raggiunto e pungolano continuamente la mente e il profondo che desidera comprendere.
Il loro teatro è passionale, sanguigno, a volte è irrazionale, impulsivo, sensibile, poetico e fragile come lo è lo spettatore che ha scelto di osservarne le scene. E' il teatro che non loda e incensa con il turibolo i testi della grande cultura mondiale, ma ne coglie soltanto il sacro messaggio e lo rivela adattandolo al presente.
"Varare" una storia cosi celebre in tutto il mondo, come Romeo e Giulietta, adattandola a Catania, nei quartieri del degrado e della tetra periferia, dove spesso la vita precipita nel vuoto senza fine, portarla addentro, nell'intimo sentire di una gran parte del popolo soggiogato dalla miseria e piegato dalla malavita - ma mai sprovvisto di poesia e sentimento - è stato da parte del Teatro Mobile di Catania un atto coraggioso e innovativo nel panorama teatrale dei nostri giorni; ed è il tratto distintivo di un teatro che non ha scelto di restare in pianta stabile ma vuole muoversi continuamente tra la gente.
E' una volontà artisticadel tutto nuova e coraggiosa, capace di tracciare il verso di chi dentro di sé ha ben chiara la vertigine del rinnovamento e non abdica al sacripante golem dell'inamovibile cultura dei padri.
Infine un grande plauso al cast eccezionale di attrici ed attori che hanno saputo rendere arguta e sfacciata, vispa e pungente; a tratti dinamica e frizzante; ma anche commovente e poetica, la storia d'amore di Shakespeare più famosa e conosciuta al mondo, e con essa la mia traslazione in lingua siciliana.